CREARE POSSIBILITÁ

Leggere senza stereotipi

Maria Tonolli

di Maria Tonolli

Fin dalle prime letture i bambini osservano, interpretano e interiorizzano i messaggi presenti nelle storie, nei protagonisti e nelle immagini. A tal proposito diventa fondamentale proporre letture capaci di rappresentare una realtà varia e inclusiva, evitando la riproduzione di stereotipi legati al genere. Gli albi illustrati devono essere rappresentativi di tutte le realtà e delle infinite possibilità di scelta che il mondo può offrire.

Troppo spesso nella letteratura per l’infanzia troviamo, per esempio, bambine rappresentate esclusivamente come dolci, delicate e bisognose di essere salvate oppure bambini descritti come coraggiosi, forti e sempre pronti all’avventura, oppure mamme che si occupano della famiglia, mentre i papà sono sempre impegnati nel lavoro. Anche la scelta dei colori, dei giochi, degli abiti e dei ruoli familiari può contribuire, se proposta in modo rigido e ripetitivo, a rafforzare l’idea che esistano attività “da maschi” e attività “da femmine”.

Gli albi illustrati possono invece diventare uno strumento educativo prezioso per ampliare le possibilità che ogni bambino percepisce come accessibili a sé stesso. Mostrare bambine curiose, coraggiose e protagoniste delle proprie avventure, così come bambini capaci di esprimere le proprie emozioni, prendersi cura degli altri o chiedere aiuto, permette di superare una visione rigida dei ruoli di genere. Allo stesso modo, rappresentare famiglie, professioni, interessi e modalità di essere differenti aiuta i bambini a comprendere che non esiste un unico modo di essere maschi o femmine.

Troppo spesso gli adulti non si accorgono dei condizionamenti a cui sottopongono bambine e bambini fin dai primi giorni di vita. Dobbiamo dunque fermarci a osservare le nostre abitudini e chiederci: quanto spazio lasciamo ai bambini e alle bambine per essere semplicemente sé stessi, senza aspettative legate al genere?

Ecco, dunque, una serie di albi illustrati che offrono realtà differenti e infinite possibilità di essere, in modo che ognuno si possa sentire rappresentato il più possibile e non costretto in stereotipi dati dalla società.

Pearl si è trasferita in una nuova città con la mamma, che è stata promossa al lavoro e ora è una vera boss! Pearl è contenta, ma nella nuova scuola c’è Sebastiano, un bambino un po’ strano. Qualsiasi cosa Pearl faccia, che sia scrivere alla lavagna, lanciare una palla o correre più veloce che può, lui esclama sempre: Ah-ah! Lo fai proprio come una femmina! Grazie, gli risponde Pearl ogni volta, finché non le viene il sospetto che Sebastiano la stia prendendo in giro...

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Alberto desidera una bambola, ma suo fratello e gli amici lo prendono in giro, e il papà gli propone trenini elettrici e palloni. Alberto gioca con palloni e trenini, ma continua a desiderare una bambola. Un giorno la nonna gli fa una sorpresa e gli regala proprio la bambola tanto sognata. Il papà è perplesso e la nonna gli spiega quanto sia importante e utile assecondare questo desiderio, che contribuirà a fare di Alberto un padre attento e sensibile. Un libro contro gli stereotipi di genere, quelli che vorrebbero imporre giochi per femmine e giochi per maschi, cercando di correggere eventuali diverse e legittime aspirazioni; una bella figura femminile (la nonna) che si pone in ascolto del nipote e con naturalezza asseconda il suo desiderio.

Il piccolo Fred ama girare nudo per casa, dove è libero di correre, saltare, esplorare ogni stanza. In quella dei genitori, in particolare, c'è qualcosa che attira la sua attenzione: un grande armadio che contiene i vestiti del papà - giacche formali, cravatte, camicie tutte uguali - e gli abiti della mamma, dalle forme e i colori più diversi. Li prova entrambi, e alla fine decide che quelli della mamma sono i suoi preferiti. E per il tocco finale sono perfetti quei trucchi che la mamma tiene di fronte alla specchiera! Quando i suoi genitori lo sorprendono... decidono di unirsi al gioco e dare un tocco di colore alla loro mise. In questo albo, Peter Brown racconta con tono delicato e intelligente l'allegria e la curiosità di un bambino che ha la possibilità di sperimentare liberamente il gioco simbolico. 

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Una storia senza tempo, che ci trasporta in un bosco speciale, dove vivono creature a metà tra il mondo animale e il mondo umano e dove l'amore è un seme fecondo che fa crescere grandi piante e fiori di tutti i tipi. La creatura che ci racconta la sua storia è figlia di un uomo-rondine e di una donna-lupa, e ci accompagna a scoprire questo luogo incantato, in cui l'equilibrio è retto dalle storie raccolte da una formica rossa, dal profumo inebriante della foresta e dalla ricchezza delle emozioni. Una favola per grandi e piccini dal sapore mitico, che ci parla della ricchezza della diversità e delle mescolanze. 

Questo libro racconta lo sport attraverso lo sguardo di bambine e bambini, dando spazio ai loro desideri, alle difficoltà e alle emozioni che possono accompagnare l’attività fisica. Attraverso la storia di Carla, che non ama lo sport, il libro invita a ripensare il movimento come occasione di gioco, divertimento e amicizia, in cui ciascuno possa sentirsi accolto e trovare il proprio modo di partecipare. Superando stereotipi e pregiudizi, mostra come lo sport sia davvero un’esperienza accessibile a tutte e tutti, in cui sentirsi liberi di provare, scegliere e stare insieme.

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Per Leo è il primo giorno in una nuova scuola e ha un po' paura. Suo padre, a corto di consigli, cerca di fargli forza con un vecchio adagio: "I veri uomini non piangono". E così ripete Leo mentre attraversa la città, con lo zainetto sulle spalle. Vale anche per quel pescatore che, a pochi passi da lui, sta salutando la sua famiglia prima di imbarcarsi. E per quel nonno che gioca con il suo nipotino, o per il musicista che suona completamente assorbito dalla musica e dai ricordi. Ma allora, come mai tutti piangono? Un libro delicato che scardina il pregiudizio numero uno della mascolinità viziata - non far trapelare le emozioni e non cedere mai al pianto - ribaltandone l'effetto, preparando la strada perché a nessuno, neanche ai veri uomini, sia mai più vietato di piangere.

Una storia che racconta di una damigella in pericolo. Terribilmente, gravemente in pericolo... o forse no? La protagonista di questa storia forse non assomiglia granché alle damigelle di cui avete sentito parlare. La ragazza infatti ha tutta l'intenzione di mostrare al Cavaliere dall'Armatura Splendente, al Principe Azzurro e a chiunque altro voglia decidere per lei, chi è che comanda! Perché una cosa è certa, lei non è una damigella in pericolo.

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Stamani è il papà di Matteo ad accompagnarlo all’asilo. Ma, alla partenza, la sua vecchia macchina verde fa i capricci. Una volta arrivati all’asilo Matteo si domanda: «Papà, e se stasera la macchina non parte, come farai a venirmi a prendere?». Ma niente può fermare un papà pieno di idee e di risorse: non ci sono dubbi, lui ci sarà, a costo di cavalcare un drago o di guidare un trattore. 

Una lettura sull'importanza di crescere nella bellezza e nel rispetto delle sfaccettature che la vita propone. Il testo, breve ed efficace, accompagna le coloratissime illustrazioni grafiche e dimostra che non bisogna sentirsi sbagliati se non si è conformi, ma anzi è giusto sentirsi liberi di esprimerlo.

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