CREARE POSSIBILITÁ

Il tempo della cura, il tempo della vita. Equilibrismi possibili fra lavoro, famiglia e quotidianità

Sara Stenico

di Sara Stenico

Newsletter - Conciliazione

La sveglia suona, la giornata inizia. Alzarsi dal letto, fare colazione tutti insieme, preparare i bambini, partire per una nuova giornata ricca di nuove avventure.
Questa è la “mattina tipo” alla quale tutti noi aspiriamo. Ma a volte la vita e la routine nelle famiglie sono molto diverse. La sveglia suona davvero, poi i bambini vogliono fare da soli, vogliono vestirsi da soli, vogliono bere il latte dalla tazza da soli, hanno quel desiderio di autonomia che deve fare i conti con l'inizio della giornata lavorativa e il tempo della timbratura imminente: la conciliazione quotidiana è un'acrobazia che riguarda tutti.

Nei nostri servizi educativi sappiamo bene quanto la parola “conciliazione” non sia soltanto un concetto astratto o un termine tecnico, ma una vera e propria acrobazia quotidiana. Un obiettivo che riguarda tutti: le famiglie che ci affidano i loro bambini e le loro bambine e le educatrici e gli educatori, che spesso a loro volta sono madri e sono padri, che ogni giorno accolgono le famiglie con cura e dedizione.

Accompagnare un bambino nei suoi primi anni di vita significa fare i conti con una verità fondamentale:

i bisogni dell'infanzia hanno ritmi lenti, imprevedibili, e hanno tutto il diritto di essere tali. Il genitore, d’altra parte, è immerso nella frenesia di un mondo lavorativo che richiede spesso puntualità, presenza e reattività.

La vera sfida educativo-sociale si gioca qui: nell'incontro tra l'esigenza del bambino o della bambina di sentirsi al sicuro (con i suoi tempi di esplorazione, di accoglienza e di ricongiungimento) e la necessità dell'adulto di organizzare e affrontare la propria giornata lavorativa. Il nido è uno spazio ponte che sostiene il genitore nel vivere la propria dimensione professionale, sapendo che al contempo il proprio figlio sta vivendo un'esperienza di crescita ricca e protetta.

E poi c'è l'inatteso: una telefonata dal nido a metà mattina, la fronte è calda, è arrivata la febbre. In un istante, l'organizzazione perfetta costruita per la settimana deve essere rivista.

I più fortunati possono contare su un supporto della rete familiare. Altri, invece, si trovano proprio a dover ripensare ai vari incastri, talvolta davvero organizzati al minuto. È in questi momenti che la conciliazione viene messa davvero alla prova. Gestire l'assenza dal lavoro, districarsi tra permessi, congedi per malattia figlio e la necessità di riorganizzare gli impegni è una fonte di stress emotivo. Riconoscere questa fatica è il primo passo per costruire una rete di supporto reale. Sapere di poter contare su un dialogo aperto e trasparente con il personale del nido permette alle famiglie di affrontare questi momenti con maggiore serenità e senza sentirsi soli nell'emergenza.

Non possiamo dimenticare che educatrici ed educatori stessi vivono quotidianamente, anche sul piano personale, le sfide legate alla conciliazione tra tempi di lavoro e tempi familiari. In alcuni casi, chi ogni mattina accoglie bambini e genitori al nido arriva a sua volta da un’esperienza molto simile: accompagnare un figlio, organizzare i tempi della famiglia, affrontare il distacco e conciliare esigenze diverse. Questa vicinanza può contribuire a rendere ancora più consapevole lo sguardo verso le famiglie, ma richiama anche l’importanza di prendersi cura di chi si prende cura.

Il lavoro educativo è infatti emotivamente e fisicamente intenso e, per poter offrire ai bambini e alle loro famiglie uno sguardo accogliente e un ascolto autentico, è importante che anche il personale educativo possa sentirsi sostenuto, ascoltato e valorizzato.

Per Pro.ges Trento, sostenere il proprio personale significa, tra le cose, avere a mente che l'organizzazione del lavoro è un tema centrale, in quanto a caduta, va a riflettersi sulla vita privata di ogni singolo lavoratore, indipendentemente se sia genitore o meno.

Da qualche anno, infatti, l'organizzazione del lavoro implica una strutturazione oraria giornaliera ed una programmazione del monte ore extra didattico che garantiscono la continuità educativa al nido, ma anche uno spazio di vita personale, familiare e di recupero necessario ad ogni lavoratore. Questo aspetto è molto importante per favorire un equilibrio sano tra vita lavorativa e sfera privata, evitando il rischio di burnout e mantenere vivo il piacere professionale. Anche i momenti di equipe e/o di supervisione permettono di avere uno spazio condiviso tra i professionisti del settore, dove le fatiche del lavoro di cura possono essere condivise e rielaborate.

Solo prendendosi cura del benessere di chi lavora al nido possiamo garantire quell'ambiente sereno, caloroso e professionale di cui i bambini hanno bisogno per fiorire.

In conclusione, conciliare non significa solo far incastrare tutto alla perfezione come nei pezzi di un puzzle, perché gli imprevisti ci saranno sempre. Significa piuttosto costruire una comunità educante flessibile e solidale, dove le esigenze dei lavoratori del nido e le sfide quotidiane delle famiglie non si contrappongano, ma trovino uno spazio comune di comprensione e alleanza.

Perché la cura dei più piccoli non è un fatto privato, ma un valore condiviso da tutta la comunità. 

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