Gioco e movimento: un incontro dedicato allo sviluppo psicomotorio nella prima infanzia
Si è svolto mercoledì 30 aprile allo Spazio Agorà Famiglie di via Adamello, a Trento, un nuovo appuntamento del ciclo “Bambini e Genitori al Centro”, l’iniziativa rivolta alle famiglie con bambini da 0 a 6 anni e pensata come spazio di confronto e accompagnamento educativo.
L’incontro, intitolato “Gioco e sviluppo psicomotorio 0-6 anni”, è stato condotto dalla pedagogista e psicomotricista Giulia Proietti e dall’educatrice e psicomotricista Sofia Bortolini della Cooperativa Pro.Ges Trento, che hanno guidato i partecipanti in una riflessione approfondita sul ruolo del corpo e del movimento nei primi anni di vita.
Al centro del dialogo, l’importanza del movimento spontaneo come motore fondamentale dello sviluppo: i bambini, fin dalla nascita, costruiscono competenze cognitive, emotive e relazionali attraverso l’esperienza corporea e l’esplorazione autonoma dell’ambiente. Le professioniste hanno sottolineato quanto sia importante sostenere questo processo senza sostituirsi al bambino, offrendo contesti sicuri ma non limitanti, in cui poter sperimentare liberamente.
Ampio spazio è stato dedicato anche al valore del gioco destrutturato, inteso come occasione privilegiata per stimolare creatività, iniziativa e capacità di problem solving. Attraverso esempi concreti, è emersa la differenza tra rischio e pericolo: mentre il pericolo va evitato, il rischio, se contenuto e accompagnato, rappresenta un’opportunità di crescita e di conoscenza di sé.
Durante l’incontro sono state inoltre ripercorse le principali tappe dello sviluppo psicomotorio nella fascia 0-6 anni, con un’attenzione particolare al tema delle autonomie. Favorire piccoli gesti quotidiani, rispettare i tempi individuali e riconoscere le competenze emergenti sono stati indicati come elementi chiave per promuovere un senso di fiducia e autoefficacia nei bambini.
Particolare cura è stata dedicata anche all’allestimento dello spazio, pensato per offrire agli adulti sollecitazioni utili a facilitare il confronto e il dialogo. L’ambiente, accogliente e strutturato con attenzione, proponeva materiali educativi ispirati al gioco di movimento e al gioco destrutturato, permettendo ai bambini di sperimentare liberamente e ai genitori di osservare e riflettere sulle esperienze proposte.
Il momento si è caratterizzato per un clima partecipato e accogliente, in cui genitori e professioniste hanno potuto confrontarsi, condividere esperienze e interrogativi, costruendo insieme uno spazio di riflessione autentico e ricco di spunti educativi.
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