03 dicembre 2020

Aggiornate le indicazioni dell'APSS per la gestione dei casi di Covid19 nei nidi

L'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari ha aggiornato e pubblicato il 3 dicembre le Indicazioni operative per la gestione dei casi sospetti o accertati d'infezione da Covid-19 nei servizi socioeducativi per la prima infanza.

Il Documento, che riprende quello nazionale “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”,versione del 21 agosto 2020, illustra cosa fare sui diversi fronti a seconda che si sia in presenza di casi sospetti o confermati.

Le incertezze maggiori, e che hanno creato spesso qualche incomprensioni tra genitori, educatori e personale sanitario, si hanno quando, a fronte di alcuni sintomi, non si sa se ci si deve preoccupare e attivare, o più semplicemente aspettare di vedere come vanno le cose. Il documento offre un'aiuto su cosa osservare per iniziare o meno a pensare ad un contagio da Coronavirus, elencando qui i sintomi più rilevanti. Se la febbre è superiore ai 37,5 deve sempre attivarsi un sospetto. In sua assenza, perchè gli altri simtomi siano significativi  bisogna che siano due o più (esempio la compresenza di tosse insistente e persistente con rinorrea abbondante), o un sintomo unico ma persistente che impegni il bambino (esempio scariche diarroiche ravvicinate, reiteranti che appaiano come debilitanti per il bambino).

Nel caso ci si trovi di fronte ad un caso sospetto scatta automaticamente l'obbligo per gli operatori scolastici di riaffidare il bambino ai genitori, e per i genitori di trattenere a casa il figlio o figlia (se non ancora al nido), di informare il pediatra, il proprio medico e il nido, precisando che è a casa per motivi di salute.

Dopo tre giorni di assenza, se dovuta a motivi di salute ma non per Covid-19, serve sempre il certificato del medico. Se le ragioni sono altre servirà un'auto dichiarazione (un fac simile lo si trova in allegato al documento).

Altre incertezze nascono su cosa fare in caso di contatto stretto con chi ha avuto un contatto stretto con una persona positiva  (ovvero nessun contatto diretto con il caso): in questo caso non è necessario seguire particolari precauzioni. Se poi chi ha avuto il contatto con il positivo diventasse a sua volta positivo allora diventa obbligatoria la comunicazione. Per cui se un papà ha avuto un contatto stretto con un caso accertato non potrà accompagnarlo al nido, ma suo figlio potrà venirci ... confidando che il papà resti in salute.



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